Arriviamo a Fortaleza alle 14.50 ora locale con un volo diretto; dopo tre ore avevamo il bus, che direttamente dall’aereoporto (in “sole” sei ore e mezza), ci ha portato a Jericoacoara. C’è anche la possibilità di fare il viaggio in jeep, ma ci impiega solo un’ora e mezza in meno e costa molto,”molto”, di più. L’ultima mezz’ora di viaggio si fa con un pullmino 4×4, perchè la strada non è asfaltata, addirittura un tratto è sulla spiaggia.
Io non avevo attrezzatura ma sul bus,tra l’altro molto confortevole, c’è la possibilità di trasportare tavole e vele. Informazione molto importante: c’è un escursione termica tra l’interno e l’esterno del bus di 15/20 gradi per l’aria condizionata… copritevi per non rovinarvi la vacanza.
Siamo arrivati a Jeri all’una circa e ci è venuto a prendere il proprietario della pousada dove alloggiavamo con un dune buggy; l’impatto è stato molto forte perché in paese non c’è illuminazione e a quell’ora è quasi tutto chiuso, quindi le uniche luci sono quelle dei pochi locali aperti la notte.
La mattina mi sono svegliato all’alba, ero molto eccitato, e sono subito andato a vedere lo spot brasiliano: la spiaggia di fronte a Jeri è incredibilmente variabile per effetto della marea, che quella mattina era alta quindi di spiaggia ce ne era molto poca, sulla sinistra una grandissima duna di sabbia bianca di cui non capivo le dimensioni finchè non ci sono salito sopra(è alta 40m circa), sulla destra invece le uniche rocce (affioranti) segnalate da una bandiera, unico riferimento, tra l’altro, per il vento.
Giorno 1
Dopo una ricchissima colazione andiamo in spiaggia ma di vento non sembra ce ne sia molto e, affascinati dal sole e dal mare , ci mettiamo a fare i bagnanti… ci siamo ustionati: ricordatevi la protezione!
Jeri è un paese molto particolare, già il fatto che non c’è asfalto è tutto dire; le strade sono di sabbia rossa e si gira sempre in ciabatte giorno e notte.
Il vento era oggi sui 13/15 nodi e ho pensato di non uscire cogliendo quindi l’occasione per ambientarci un pò.
Giorno 2
Oggi è nuvoloso, ma la mattina c’è vento. Io decido di noleggiare l’attrezzatura e, totalmente contro tendenza (vanno tutti al Club dos Ventos, che è il circolo più bello e fornito dello spot), mi affido a Mario, un brasiliano che ha una piccola scuola surf quasi sulla spiaggia: non ha molta attrezzatura e tantomeno particolarmente nuova, ma mi sono trovato benissimo e i ragazzi che lavorano lì sono simpaticissimi oltre che costa molto meno del CdV.
Noleggio un freewave 91litri e una 5.3, entro in acqua e comincio a bordeggiare senza esagerare, d’altra parte sono due mesi che non esco e non sono molto allenato.

Il vento arriva side-off , condizione ottimale per fare riding, e l’onda, nonostante sia molto piccola per effetto della bassa marea(1/2 metro), è perfetta e rompe diagonalmente rispetto alla spiaggia per decine e decine di metri.
Surfo per due ore circa e intorno a me c’è gente bravissima locals e non, e girano speedloop e flaka come fosse la cosa più semplice del mondo), poi arriva il mostro: ma non parlo di un rider, bensì del diluvio universale… siamo dovuti letteralmente scappare dall’acqua!
Dopo il diluvio, durato circa 45min, il vento è cambiato e calato ed il pomeriggio ha piovuto ancora; un pensiero mi balenava per la testa: cominciamo bene!
Comunque in acqua c’erano diversi pro che si allenavano, italiani, ovviamente brasiliani e internazionali in genere, da Brawsino a Gigi Colombo.
Giorno 3
Oggi è ancora nuvoloso e piove, il proprietario della pousada ci dice che non faceva un tempo così brutto da mesi, che c… fortuna! La mattina abbiamo bivaccato e noto con piacere che la scottatura sta migliorando. appena smette di piovere cogliamo l’occasione per fare una passeggiata dalla parte degli scogli, e camminando abbiamo trovato dei paesaggi veramente particolari, con sabbia rossa e cactus, finchè non siamo arrivati a Pedra Furada, che per i locali è una specie di monumento naturale.




È il terzo giorno a Jericoacoara e ho surfato solo due ore con 18/20 nodi al massimo: ma dov’è il famoso vento di questo spot?
Giorno 4
Finalmente il vento! E c’è anche il sole.
Entro in acqua alle 11.30 (un po’ tardi), e c’è già molta gente, la marea sta crescendo (la mattina il mare è alto e durante la giornata arretra, per poi mostrare la sera centinaia di metri di spiaggia dura ed il paesaggio cambia incredibilmente), e le onde cominciano ad essere di un metro.
Il vento soffia a 20 nodi circa, ma nella speranza aumenti prendo una 4.7: ho sofferto! Bastava per surfare ma non per risalire planando.
Dopo un pò vedo arrivare i ragazzi della scuola con una 5.3, cambio la vela e comincio a divertirmi anche se il vento cala ancora ma per me che non ho mai surfato onde così regolari è divertentissimo.
La prima cosa che ho imparato è che trovare il timing con l’onda non è facile.
La sera finalmente vediamo il primo dei famosi tramonti di Jericoacoara, come da tradizione sulla duna (trad. osservata in particolar modo per i turisti).




Giorno 5
Oggi soffiano 25 nodi circa e io esco con il solito 91 lit e 5.3, e noto che ci sono tanti surfisti in acqua decisamente sottoinvelati. Ho surfato fino al tramonto.
Il vento è side off, arrivando quindi da dietro il paese, sotto riva ce ne è pochissimo ed è totalmente irregolare, in alcuni punti assente. Si esce mure a destra, e il vento regolare si trova fuori dalla bandiera che segnala le rocce sulla destra dello spot.
Giorno 6
Finalmente si comincia a ragionare! Oggi il vento sta sui 30/35 nodi e io esco con il solito 91 freewave e la 4.7, anche se sono molti in acqua con la 4.0. Fuori dalla bandiera le raffiche sono fortissime e spesso mi ritrovo soprainvelato, ma più vicino alla spiaggia, dove le onde sono più surfabili mi diverto tantissimo e comincio a fare qualche bel saltone, visto che le rampe cominciano ad essere di un metro e mezzo buono. Provo table top e back loop e le condizioni sono così perfette che comincio a pensare di superare una mia grossa paura: la rotazione in avanti, il forward.
Lo sò, è una questione mentale, e questo è il posto perfetto per provarci…ma mi serve una giornata da leoni!
Ah, dimenticavo: in acqua ci sono dei ragazzini (locals) che sono fortissimi.


Giorni 7 e 8
È il 20 dicembre e il vento è fortissimo, io esco con la 4.4 e una tavola 80 litri.
Ho problemi ad una spalla per una vecchia sublussazione e non mi diverto molto, forse anche perché ho sforzato un po’; il vento era superiore ai 35 nodi, e fuori le raffiche fuori strappavano le braccia, era quasi un problema strambare..
Il 21.12 ho provato ad uscire ma, un po’ la spalla dolente, un po’ il vento fiacco (con 17/20 nodi, qui la gente nemmeno esce!), ho deciso di stare a riposo.
La marea oramai è quasi al suo punto massimo, e le onde crescono di pari passo con la luna, sono quasi arrivate a due metri. Ora la mattina troviamo la spiaggia enorme, quasi 200m per arrivare al mare, e il pomeriggio sale fino a coprire tutto.
Giorno 9
Oggi il vento è bello costante sui 30/35 nodi ed io esco con la 4.7, mentre lo swell comincia ad essere di 2 m circa ed il mare sembra un immenso parco giochi.


Oggi è la giornata adatta per provare il forward, quindi mi riscaldo bene con un po’ di stratching e poi entro bello determinato in acqua pronto per superare il blocco della rotazione in avanti. Sono pronto, mi ripeto in continuazione le regole da seguire: distendi il braccio anteriore e cazza la vela con quello posteriore, piega le gambe e mi raccomando gira la testa.
Le onde sono bellissime e comincio a staccare dei saltoni che forse così alti non ne avevo mai fatti, poi ad un certo punto trovo la rampa con il mio nome scritto sopra, è il mio momento, la salto, e giro il mio primo forward, ma solo a metà, perché non giro la testa; risultato uno schianto memorabile, ma ormai ho superato il blocco…WOW!!!
Ci riprovo e lo giro tutto, lo chiudo con il culo in acqua ma sono eccitatissimo, la rotazione è cosi accelerata che ti si rivoltano le budella e l’adrenalina è a mille.
La sera ero così eccitato che non sono riuscito a dormire!
Giorno 10
La mattina siamo andati a Jijoca dove si può trovare la banca più vicina(30 km… di sabbia) e c’è anche un mercatino molto meno turistico di Jericoacoara.
Il pomeriggio sono entrato in acqua alle 14 ed il vento era fortissimo, ho preso la 4.4. ma le raffiche fuori dalla bandiera erano da 4.0, ho pensato anche di andare alla spiaggia sopravento rispetto a quelle di fronte al paese dove escono tutti, la spiaggia della Mayada, dove le onde arrivano più dirette e quindi più grandi, ma il fondale dove rompe l’onda è roccioso, e non io non sono poi così bravo da schivare le rocce.
Ora le onde sono grosse e cominciano ad uscire anche i surfisti, cominciamo ad essere troppi!
Giorno 11
È la vigilia di natale, ma non sembra proprio.
Oggi le onde sono splendide e ne ho surfate alcune veramente grosse(due metri e mezzo buoni), finalmente comincio a capire meglio la tecnica di surfata e mi diverto come un bambino con un gioco nuovo.


Giorno 12
Feliz Natao a todo el mundo!
Oggi gita al lago Tatajuba. Abbiamo noleggiato un buggy e via spiaggia siamo arrivati a questa laguna che si trova a 20 km circa da Jeri appena un km nell’entroterra.
I paesaggi sono meravigliosi zone desertiche alternate da oasi con acqua dolce e vegetazione rigogliosa e le spiagge sembrano infinite.
È possibile fare windsurf sul lago, ma l’attrezzatura è veramente improbabile.






Giorno 13
Ultimo giorno a Jericoacoara ho surfato fino a sentirmi male… infatti così è stato, il mio stomaco si rifiutava di andare via, ma imperterrito ho continuato a giocare con le onde fino a sera.
Giorno 14… partenza: si torna a casa.
A rivederci al prossimo viaggio.